mercoledì 26 agosto 2015

Federer, perché New York non è impossibile?

Manca meno di una settimana allo slam americano, lo Us Open. E se dopo Wimbledon di pronostico ce n'era solo uno, ovvero la vittoria di Djokovic, ora le carte sono cambiate. Dopo il cemento americano le certezze di Nole sono calate, soprattutto dopo la sconfitta con Federer, perché se con Murray è stata una partita equilibrata, quella di Cincinnati è stata una vera e propria sconfitta. Vediamo le ragioni per cui lo svizzero potrebbe ancora soprendere.
Per chi pensava che la stagione dopo Wimbledon sarebbe finita, pensava male. Infatti quella di Cincinnati non è stata solo la vittoria di un 1000, ma la dimostrazione che il livello è ancora altissimo. Un gioco offensivo, decine di vincenti e scambi più unici che rari, per non parlare del servizio che si può giudicare il migliore in carriera. Bisognerà vedere la tenuta fisica, perché a 3 su 5 la vita è un'altra ma se il re del tennis ha un'altra chance di vincere uno slam, questo Flushing Meadows lo è. Anche a 34 anni lo svizzero non vuole mollare il trono che considera ancora suo.
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