lunedì 30 novembre 2015

E anche il 2015 finì... Andy Murray

La sua unica condanna è di essere nato nel 1987 e di essere di conseguenza coetaneo di Novak Djokovic, perché se non fosse per il serbo probabilmente questo 2015 sarebbe stato memorabile.

L'anno è iniziato con una finale slam, all'Australian Open. A batterlo, neanche a dirlo, è stato Novak Djokovic. Dopo un'eliminazione prematura a Indian Wells, ha raggiunto il serbo ancora in finale a Miami, dov'era la testa di serie n.2 data l'assenza di Federer. Ancora una volta perde all'atto decisivo col numero 1 al mondo. La stagione sulla terra è la più prolifica di sempre, vince Monaco di Baviera (primo titolo sulla terra in assoluto, ndr) e il 1000 di Madrid, battendo uno spento Nadal in finale. A Roma si ritira per mantenere energie per il Roland Garros, dove viene eliminato in semifinale da Djokovic in 5 set. Grazie a questi risultati e ai cattivi di Federer, concluderà l'anno come numero 2.

La stagione sull'erba inizia con la quarta vittoria al Queen's, primo a riuscirci dopo McEnroe. A Wimbledon arriva in semifinale, dove gioca una buona partita ma dall'altra parte della rete trova un Federer indemoniato e incontrastabile. Nel frattempo continua a portare avanti la Gran Bretagna in Davis, trascinandola in finale. 
A Montreal riesce a battere Djokovic in finale, battendolo per la prima e unica volta in stagione e portando a casa il secondo 1000 del 2015. A Cincinnati arriva in semifinale, dove trova nuovamente Federer che lo sconfigge. Allo Us Open commette l'unico e vero scivolone della stagione, perdendo agli ottavi contro Anderson (autore di una partita straordinaria, ndr) e non approdando ai quarti di uno slam dopo un'infinità di tempo. A Shangai viene eliminato in semifinale da Djokovic e lo stesso accade nuovamente a Bercy, stavolta in finale. Alle Finals è visibilmente distratto dall'imminente finale di Davis ed esce per il terzo anno consecutivo ai Round Robin.
In finale di Davis trascina la Gran Bretagna a una vittoria aspettata per molti decenni, conquistando tutti e 3 punti fra singolare e doppio, concludendo l'anno con 11 vittorie su 11 nella competizione.

Una grande stagione, macchiata come al solito dal fatto che esiste un 34enne svizzero che dà ancora spettacolo e un suo coetaneo serbo che è semplicemente più forte, fatto sta che il suo Andy l'ha fatto.
Voto: 8/9
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