giovedì 7 aprile 2016

Stadi Epici N.2 Arthur Ashe

Più di ventimila posti, di cui da molti non si vede nulla, ma non importa. Perché se vedi, senti o giochi una partita all'Arthur Ashe di New York, sei comunque un previlegiato. Il cemento americano a cui arrivi sfinito, ma che rida le forze per andare avanti, quel profumo di novità e storia che solo i grandi campioni hanno l'opportunità e il merito di respirare. L'Arthur Ashe Stadium è questo e molto altro.
Veduta dell'interno dall'alto dello stadio.

Costruito nel 1998, quindi recentemente, è lo stadio più capiente al mondo e ha sostituito in qualità di centrale di New York il Louis Armstrong. La struttura è abbastanza simile a quella di Miami e Indian Wells, ovvero una forma esagonale che si estende per più anelli, tra cui quelli aperti al pubblico e quelli riservati a vip e box giocatori.

Il cemento ha le stesse caratteristiche di tutti gli altri dell'impianto come prevede il regolamento. Abbastanza di recente da verdognolo è diventato blu per favorire la visione della pallina in tv. Dall' anno prossimo avrà il tetto con possibilità di chiusura. Giocare in questo stadio durante il torneo è molto gradito dai giocatori, visto che date le sue grande dimensioni è l'unico che non presente il problema costante dello US Open, ovvero il vento.

Nonostante la sua breve storia si ricordano già partite memorabili in questo stadio, tra cui l'ultima finale slam di Sampras nel 2002 con Agassi, le 5 vittorie consecutive di Federer, la vittoria nel 2009 di Del Potro ai danni dello stesso svizzero e la vittoria a sorpresa di Cilic nella strana finale con Nishikori.

Lo stadio più grande e costoso del mondo. Lo stadio dei sogni.
Arthur Ashe, a cui è dedicato lo stadio.