domenica 20 agosto 2017

Kyrgios-Dimitrov. La finale dei predestinati.

Entrambi con due tie-break. Entrambi giocando partite tecnicamente e fisicamente dure. Entrambi affrontando avversari della "vecchia guardia" sempre duri a morire. Insomma, entrambi con fatica, ma Kyrgios e Dimitrov hanno raggiunto la finale del Master 1000 di Cincinnati. In un anno tennistico veramente particolare, dove da un lato Federer e Nadal sembrano aver portato indietro il tempo, ma dall'altro Zverev, Thiem e compagnia hanno portato una ventata di aria nuova anche ai piani alti, questa finale mette a confronto due avversari che hanno avuto la stessa etichetta: quella del predestinato.

BabyFed, come era stato soprannominato Dimitrov a inizio carriera, a ormai 26 anni, sembra ormai aver perso il treno. La sua mentalità e la sua personalità non sono state sufficientemente complementari al suo grandissimo talento e il suo carattere non è stato abbastanza forte da reggere le aspettative creatosi sul suo nome. Il nome del bulgaro viene già affiancato a quelli di altri grandi talenti non sfruttati come quello di, esempio più lampante di tutti, Safin.
Nonostante tutto Dimitrov, quest'anno, ha giocato degli ottimi tornei, soprattutto l'Australian Open e trovato maggiore continuità rispetto al passato. Vincere questa finale potrebbe essere un nuovo punto di partenza per lui, ma anche motivo di maggior rammarico per tutti quei tifosi che avevano visto in lui un futuro astro del tennis.



Chi il treno può ancora decisamente prenderlo, anche se con qualche mesetto di ritardo, è Nick Kyrgios. L'australiano è uno dei personaggi più controversi del circuito che lascia diviso appassionati ed esperti. O lo ami o lo odi. Perché uno che va a dare il cinque ai tifosi dopo un passante (accaduto nella partita con Karlovic, ndr), o che nel mezzo di uno scambio con Nadal se ne esce con un tweener, o ti sta simpatico o pensi che sia uno sbruffone. Un aspetto è indubbio, quando è concentrato, in campo ci sa stare e alla grande. Lo ha dimostrato in questo torneo e in molti altri, anche a lui ciò che più manca è la continuità. Se ha un punto di forza che Dimitrov non ha, è senza dubbio la personalità. Non ha paura di nessuno e di niente, dagli avversari ai giornalisti, dai momenti di difficoltà alle critiche, e lo ha sempre dimostrato.
Vincere questa finale per lui potrebbe essere un punto di svolta che potrebbe aiutarlo ad arrivare ai vertici del tennis mondiale.

Sarà la finale Master 1000 più giovane di sempre, la prima con entrambi i giocatori nati negli anni '90. Sarà una finale ricca di talento, che, chiunque vinca, darà come vincitore un giocatore che potrà trarre grandi risultati partendo da questo torneo.
FifiteenLove