lunedì 11 dicembre 2017

Road to 2018 N.1 Rafa Nadal

Come sappiamo, purtroppo, è finita la stagione tennistica. Finiti i bilanci bisogna iniziare a proiettarsi sulla futura stagione che inizierà, come sempre, subito con uno slam, l'Australian Open, anticipato da qualche torneo di preparazione. Iniziamo questo nostro avvicinamento al nuovo partendo dal padrone del ranking ATP, Rafael Nadal.

Fine 2016. Rafa Nadal per la prima dopo dodici anni finisce la stagione fuori dalla Top 5. L'ennesimo infortunio gli stronca una stagione che era comunque stata poco brillante, tolto il torneo di Montecarlo dove il "King of Clay" aveva messo in atto una prova di forza su sui campi preferiti, ovviamente dopo quelli di Parigi. E allora le domande erano le solite, le solite che si fanno quando un tennista raggiunge un'età, sportivamente parlando, avanzata e gioca una brutta stagione, macchiata da tanti infortuni e pochi trofei. Le stesse domande che si sono poste per giocatori come Sampras o Federer: "tornerà mai quello di prima?"; "dopo la sua carriera ha senso continuare così"; "sono finite le motivazioni o la benzina?". E quando si parla di Nadal certe domande spesso, troppo ingiustamente spesso, cambiano binario in provocazioni e accuse riguardanti un presunto doping dello spagnolo, mai assolutamente verificato e difficilmente immaginabile considerata la sua professionalità.

Beh, arriviamo alla fine del 2017. E quel giocatore finito, poco motivato, che ha finito la benzina e che  si dovrebbe ritirare è, ancora una volta, incredibilmente, numero uno al mondo. Lo è dopo aver vinto due slam, ovvero il decimo gioiello a Parigi e il terzo a New York, lo è avendo per la decima volta anche Montecarlo, dopo aver giocato un sacco di partite nonostante gli acciacchi, lo è nonostante qualche sconfitta che ha fatto male, soprattutto contro lo storico rivale svizzero che protagonista anche lui quest'anno di una grande rinascita si è tolto qualche sassolino dalla scarpa.
Quel ragazzino di Manacor è tornato sul tetto del mondo. Per carità, ci sono stati tre rivali in meno e se si parla di Djokovic,Wawrinka e Murray non è cosa da poco ed è stata anche una stagione per lo meno peculiare, in cui i Fab4 sono stati due e con una preparazione di Federer che prevedeva diverse assenze da tornei importanti (ad esempio, l'intera stagione sulla terra, ndr), ma lo spagnolo è stato in grado di tornare sopra a tutti: rivali e critiche. E non è da poco.

Ora arriva il bello: questa nuova e attesissima stagione. Attendiamo i ritorni di tre campioni slam, attendiamo di capire se Federer ne avrà ancora o meno. E attendiamo Nadal. Perché è dura pensare che sia un canto del cigno, anche la scelta di rinunciare alle Finals (uno dei pochi tornei da lui mai vinto, ndr) per preservarsi da infortuni fa intendere che Rafa vuole continuare a essere protagonista.
Certo sarà dura, ma d'altronde chi ha 16 slam in bacheca è uno che per natura non ama le cose facili.
FifteenLove