mercoledì 13 dicembre 2017

Road to 2018 N.2 Roger Federer

Dopo aver parlato del numero uno al mondo nello scorso articolo, passiamo ora un gradino del podio più in basso parlando del numero due al mondo Roger Federer.

Beh, chi se lo sarebbe aspettato? A 35 anni, dopo essere rimasto fuori dalla TopTen, con la schiena e il ginocchio ciondolanti, con la concorrenza spietata... Sarebbe già stato difficile tornare a giocare. Tornare a farlo a livelli dignitosi del proprio nome e del proprio status. Tornare a vincere uno slam? "Sì, magari con Nadal in finale..." avrebbe risposto qualcuno ironicamente. Beh, signore e signori, l'ha fatto. Ha vinto l'Australian Open. La cosa più incredibile? Non si è nemmeno fermato. Indian Wells, Miami, Halle, Wimbledon, Basilea e Shangai. Beh, dove voleva regnare, l'ha fatto (con qualche rimpianto per l'assenza a Cincinnati, ndr). Per molti sarebbe dovuto essere l'anno della resa, del passaggio di consegne e invece è stato una delle stagioni più straordinarie della carriera dello svizzero. 2 slam e 3 master 1000, un 4-0 con Nadal mai verificatosi prima e un gioco di livelli straordinari. Un rovescio completamente rinnovato e performante come mai prima in carriera, dritto della casa solito, servizio sempre più velenoso e preciso. Se ci si aggiunge una programmazione pressoché perfetta e una leggerezza in campo straordinaria, questo è il mix perfetto.

L'anno prossimo è un'enigma per tutti. Il discorso è lo stesso ogni anno: reggerà? E' risorto quando veniva dato per morto e quindi ora ci si aspetterebbe un altro anno a questi livelli, ma nel tennis non si sa mai. Se non altro riteniamo tutti Federer abbastanza lucido da comprendere da solo se possa o meno continuare a competere ad alti livelli, quindi finché giocherà c'è da aspettarsi ancora un gioco degno da parte sua. Poi mancherebbe uno slam ad arrivare a 20, che sarebbe uno sfizio, una consacrazione in più.

Beh Nadal, i rientranti Djokovic, Murray e Wawrinka, i più i giovani che finalmente stanno salendo saranno un grosso ostacolo per lo svizzero, che deve fronteggiare l'età e un passato al quanto ingombrante (in positivo, ndr). Ma le leggende sono sempre là, non muoiono. E Roger Federer è una leggenda.
FifteenLove