lunedì 5 febbraio 2018

AO 2018, cosa ci lascia oltre a Federer

Gli Australian Open del 2018 rimarranno negli annali soprattutto (giustamente) per il ventesimo trionfo slam di Roger Federer, ma oltre all'ennesima impresa dello svizzero il primo slam dell'anno ci aiuta ad avere una panoramica per quello che riguarda il circuito in questo momento.

Oltre che Federer lo slam australiano ci ha dato pochissime conferme, riempiendoci invece di novità e punti di domanda. Partiamo dal primo della classe, anche se per pochissimi punti, ovvero Rafa Nadal. Il numero uno al mondo è stato costretto al ritiro ai quarti di finale contro Cilic, futuro finalista, da uno stiramento alla coscia destra che lo terrà fuori dal campo presumibilmente per all'incirca un mese. Questo infortunio, oltre che mettere Federer nelle possibilità di strappargli il primato, è sicuramente una falsa partenza (ovviamente del tutto priva di responsabilità personali) per quanto riguarda la sua stagione. Infatti un infortunio del genere ora rischia di compromettere almeno in parte la preparazione fisica precedente e sappiamo come la condizione fisica sia fondamentale per lo spagnolo ancora di più che per gli altri tennisti. Il ritorno per Nadal potrebbe essere ad Acapulco (cemento, ndr). Probabilmente il suo sarà un rientro per step, essendo ben più importante per lui essere competitivo al massimo sulla terra rossa piuttosto che sul cemento americano di prima stagione.

Novak Djokovic invece ha avuto un inizio di stagione al quanto particolare: rientro convincente, sconfitta netta con Chung, il tutto concluso dall'operazione al gomito. Noi non siamo Djokovic né dei membri del suo team, ma per lo meno il sospetto che il serbo abbia voluto forzare il rientro lo abbiamo (e non siamo i soli). Sul fatto che sia stato un errore in buonafede, dovuto alla foga agonistica e alla voglia di calpestare un campo dopo tanti mesi, non c'è dubbio. Ora Nole si è operato e lui stesso ha dichiarato di essere fiducioso riguardo al recupero, senza però aver dato nessuna indicazione riguardo ai tempi. Ovviamente la speranza di tutti gli appassionati è che il serbo torni a giocare ai livelli che gli competono, perché perdere per sempre un giocatore come lui sarebbe davvero un grande peccato per la storia del tennis.

Lasciando da parte i Fab4 (della situazione di Murray parleremo in un articolo dedicato), ci sono state conferme e sorprese sia in positivo che in negativo. Innanzitutto Marin Cilic ha confermato di essere un giocatore di altissimo livello, arrivando a giocare la terza finale slam in carriera (la seconda negli ultimi 3) e costringendo Federer al quinto set. Il vincitore degli US Open 2014 ha dimostrato ancora una volta di poter infastidire (e battere) chiunque quando in giornata e probabilmente si aggiunge a quella lista di giocatori che se fossero nati dieci anni prima…
Chi ha sorpreso molto è stato Chung, il sudcoreano è arrivato in semifinale prima di essere costretto al ritiro da un'orrenda vescica al piede nel match contro Federer
. Per lui è la prima semifinale slam, impreziosita da una vittoria schiacciante contro un dolorante Djokovic.
Grigor Dimitrov ha (ancora una volta…) tradito le aspettative. Dopo una grande vittoria contro il padrone di casa Nick Kyrgios, il bulgaro ha lasciato il torneo perdendo contro Edmund in un match giocato da lui in modo pessimo. Per Grigor, che dopo la vittoria di Cincinnati e delle Finals dovrebbe aver fatto quel salto di qualità soprattutto mentale di cui ha sempre avuto bisogno, ci aspettavamo un inizio migliore, ma non facciamo allarmi.

Insomma tra glorificazioni di leggende, conferme, sorprese e infortuni è finalmente ricominciata la stagione tennistica che ci auguriamo sia piena di emozioni e ricca di divertimento!
Fifteenlove