martedì 18 dicembre 2018

Road to 2019 N.1 Novak Djokovic

"A un certo punto non sapevo se valeva la pena andare avanti."

Dopo la vittoria di Wimbledon sono state queste le parole di Novak Djokovic, attuale numero uno al mondo. Beh ne è valsa la pena andare avanti, eccome. Non è stato l'anno più dominante della carriera del serbo ed è difficile pensare possa ripetere il 2011 piuttosto che il 2015, ma forse è stato l'anno in cui ha maggiormente mostrato al mondo di essere un vero e proprio campione.

Dopo un periodo molto duro, caratterizzato da prestazioni deludenti ed eliminazioni premature, circondato da voci e critiche spesso inopportune ed esagerate, il giocatore di Belgrado ha tirato fuori i cosiddetti attributi e zittito tutti con vittorie e bel gioco.
Dopo l'inizio di stagione peggiore da un decennio a questa parte, è riuscito a mettere in bacheca un altro Wimbledon, un altro US Open, il primo Cincinnati (primo giocatore di sempre a vincere tutti i tornei master 1000). Ah, è tornato numero uno al mondo.
Riassumendo: 14 slam, 32 master 1000, 224 settimane al N.1.
Riassumendo ancor di più: impressionante.

Il 2019 ha un uomo da battere e porta il nome di Novak Djokovic. Anche se il serbo ha concluso la scorsa stagione con due sconfitte nelle ultime due finali stagionali a Bercy e alle Finals. In Francia ci ha messo uno zampino Roger Federer affaticandolo molto nella semifinale che è stata probabilmente la partita dell'anno per quanto riguarda il set corto; in quel dell'O2 Arena invece è stato una prestazione da top (che ormai sta diventando, ndr) di Alex Zverev a impedire al serbo di raggiungere proprio Federer in vetta all'albo d'oro delle Finals.


Sicuramente da uno come il serbo, soprattutto per via della sua solidità mentale, è difficile aspettarsi due sconfitte consecutive in finale. Ci sono elementi da tenere in considerazione però. A Parigi-Bercy Djokovic ha a tutti gli effetti giocato due finali, di cui la più dura in semifinale: infatti un 7-6 5-7 7-6 contro Federer, che ha migliorato il proprio livello di gioco di punto in punto, non è facile da recuperare fisicamente in 18 ore, soprattutto a fine stagione. A Londra il percorso verso la finale è stato meno difficoltoso, in compenso Zverev ha giocato probabilmente la miglior partita in stagione.
Ma oltre che le singole sconfitte e i singoli tornei bisogna anche considerare l'andamento davvero peculiare della stagione del serbo: inizio pseudo disastroso, seguito da dominio totale, concluso con un alternarsi di prestazioni buone e altre meno. A Djokovic è mancata probabilmente la sua più grande forza: la continuità, che è stata nel corso della sua carriera caratterizzata da un equilibrio fisiologico e psicologico, equilibrio che è sicuramente stato precario nel corso di una stagione così sballottata.
Ma nonostante questo si parla di una stagione che il 95% dei tennisti si prenderebbe dando in cambio la propria carriera in toto. Per questo Novak Djokovic è l'atteso numero uno per la nuova stagione.

La partenza, come d'altronde ogni anno, è in "madre patria" Australia, con lo slam preferito. Ah, tra l'altro, Djokovic fino a Wimbledon non ha di fatto punti da difendere.
Old-gen, next-gen, chiunque voglia ambire a vincere, siete avvisati, Djoker è tornato. Pronti ad accettare la sfida?
FifteenLove